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Come leggere l'INCI dei cosmetici: guida pratica agli ingredienti

4 min di lettura · aggiornata il 4 settembre 2026

Ogni cosmetico riporta sull'etichetta la sua INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients): la lista completa e standardizzata degli ingredienti, uguale in tutta l'Unione Europea e in buona parte del mondo. Imparare a leggerla è il modo più affidabile per capire davvero cosa stai mettendo sulla pelle, al di là delle promesse stampate in fronte alla confezione.

L'ordine conta: dalla quantità maggiore alla minore

Gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di concentrazione: i primi sono presenti in quantità maggiore, gli ultimi in tracce. In pratica i primi 5-6 ingredienti definiscono il prodotto. Sotto l'1% l'ordine non è più vincolante, quindi gli ultimi nomi possono comparire in sequenza libera: è il motivo per cui un estratto vegetale sbandierato in etichetta può trovarsi in fondo alla lista, accanto ai conservanti.

Nella maggior parte delle creme e dei detergenti il primo ingrediente è Aqua (acqua): del tutto normale, è la base delle emulsioni e non è un difetto. In un olio o in un burro, invece, l'acqua non c'è affatto e la lista si apre direttamente con la componente grassa.

Nomi latini e nomi inglesi

C'è una regola di lettura molto utile: i nomi in latino indicano ingredienti vegetali non modificati (per esempio Butyrospermum Parkii Butter è il burro di karité, Calendula Officinalis Extract è l'estratto di calendula). I nomi in inglese indicano sostanze processate o di sintesi (Glycerin, Sodium Chloride, Coco-Glucoside). Un'INCI ricca di nomi latini nelle prime posizioni è spesso il segno di una formula a forte impronta vegetale.

Attenzione però a non trasformarlo in un dogma: molti ingredienti in inglese sono di origine vegetale e perfettamente compatibili con la cosmesi naturale — il Coco-Glucoside, tensioattivo delicato derivato da cocco e glucosio, ne è l'esempio più diffuso. "Sintetico" non è sinonimo di aggressivo, e "naturale" non è sinonimo di innocuo.

Come è fatta una formula, per blocchi

  • Base: acqua, oli e burri vegetali, che costituiscono il grosso del prodotto.
  • Emulsionanti: tengono insieme la parte acquosa e quella grassa in una crema.
  • Attivi: gli ingredienti funzionali dichiarati, spesso presenti in percentuali basse ma efficaci.
  • Addensanti e regolatori di pH: danno consistenza e stabilità, come le gomme vegetali o l'acido citrico.
  • Conservanti: indispensabili in qualunque formula che contenga acqua. Senza, il prodotto sarebbe rapidamente contaminato: la loro presenza è una garanzia di sicurezza, non un compromesso.
  • Profumazione: Parfum se è una miscela aromatica, oppure i nomi dei singoli oli essenziali.

Gli allergeni da dichiarare

Alcune sostanze — spesso naturalmente presenti negli oli essenziali — vanno indicate per legge quando superano una certa soglia: Limonene, Linalool, Citronellol, Geraniol, Citral e altre, di norma in coda alla lista. Non sono "veleni" né indicatori di bassa qualità: segnalano soltanto componenti a cui una minoranza di persone può risultare sensibile. Se hai pelle reattiva o dermatite nota, tienile d'occhio e valuta formule senza profumazione; per una reazione cutanea che non si risolve, il riferimento resta il dermatologo, non l'etichetta.

Le sigle che ricorrono

Alcune abbreviazioni tornano di continuo. CI seguito da cinque cifre (CI 77491) è un colorante secondo il Colour Index. Il simbolo del vasetto aperto con un numero e la lettera M indica il PAO, cioè entro quanti mesi consumare il prodotto dopo l'apertura. La clessidra o la dicitura di scadenza compaiono sui prodotti che durano meno di trenta mesi. Un asterisco accanto a un nome latino, infine, di solito segnala che quell'ingrediente proviene da agricoltura biologica: la legenda è sempre stampata poco sotto.

Cosa cercare in un cosmetico naturale

  • Oli e burri vegetali in buona posizione (jojoba, karité, mandorle, argan): nutrimento reale, non solo decorativo.
  • Estratti botanici coerenti con la funzione dichiarata del prodotto, non un elenco lungo e generico.
  • Una certificazione indipendente in etichetta, che è l'unica verifica esterna sull'origine degli ingredienti: la guida alle certificazioni ICEA ed Ecocert spiega che cosa garantisce ciascuna.
  • Una lista proporzionata alla funzione: un detergente non ha bisogno di venti attivi.

Domande frequenti

Un'INCI corta è sempre meglio di una lunga?

No. La lunghezza dipende dal tipo di prodotto: una crema completa ha per forza più ingredienti di un olio puro. Conta la coerenza fra quello che il prodotto promette e quello che la lista contiene, non il numero di righe.

Dove trovo la spiegazione di un singolo ingrediente?

Nel nostro glossario degli ingredienti, che raccoglie i nomi INCI più ricorrenti con la loro origine e la funzione che svolgono in formula. Sulle schede prodotto l'INCI completo è riportato per esteso.

I siliconi e i parabeni si riconoscono dall'INCI?

Sì. I siliconi terminano quasi sempre in -cone, -conol o -siloxane; i parabeni contengono la parola paraben. Riconoscerli è facile: decidere se evitarli è una scelta personale, dato che entrambi sono ammessi entro limiti definiti dal regolamento europeo.

"Dermatologicamente testato" cosa garantisce?

Che il prodotto è stato sottoposto a un test di tollerabilità cutanea. Non dice nulla sulla composizione né sull'efficacia: è un'informazione sulla sicurezza d'uso, non un marchio di qualità naturale.

Sulle nostre schede prodotto trovi l'INCI completo insieme alla spiegazione degli ingredienti chiave, così puoi valutare in pochi secondi. Inizia dalle categorie Viso e Corpo.