Come leggere l'INCI dei cosmetici: ordine, sigle CI, allergeni
Ogni cosmetico riporta sull'etichetta la sua INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients): la lista completa e standardizzata degli ingredienti, uguale in tutta l'Unione Europea e in buona parte del mondo. Imparare a leggerla è il modo più affidabile per capire davvero cosa stai mettendo sulla pelle, al di là delle promesse stampate in fronte alla confezione.
L'ordine conta: dalla quantità maggiore alla minore
Gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di concentrazione: i primi sono presenti in quantità maggiore, gli ultimi in tracce. In pratica i primi 5-6 ingredienti definiscono il prodotto. Sotto l'1% l'ordine non è più vincolante, quindi gli ultimi nomi possono comparire in sequenza libera: è il motivo per cui un estratto vegetale sbandierato in etichetta può trovarsi in fondo alla lista, accanto ai conservanti.
Nella maggior parte delle creme e dei detergenti il primo ingrediente è Aqua (acqua): del tutto normale, è la base delle emulsioni e non è un difetto. In un olio o in un burro, invece, l'acqua non c'è affatto e la lista si apre direttamente con la componente grassa.
Nomi latini e nomi inglesi
C'è una regola di lettura molto utile: i nomi in latino indicano ingredienti vegetali non modificati (per esempio Butyrospermum Parkii Butter è il burro di karité, Calendula Officinalis Extract è l'estratto di calendula). I nomi in inglese indicano sostanze processate o di sintesi (Glycerin, Sodium Chloride, Coco-Glucoside). Un'INCI ricca di nomi latini nelle prime posizioni è spesso il segno di una formula a forte impronta vegetale.
Attenzione però a non trasformarlo in un dogma: molti ingredienti in inglese sono di origine vegetale e perfettamente compatibili con la cosmesi naturale — il Coco-Glucoside, tensioattivo delicato derivato da cocco e glucosio, ne è l'esempio più diffuso. "Sintetico" non è sinonimo di aggressivo, e "naturale" non è sinonimo di innocuo.
Come è fatta una formula, per blocchi
- Base: acqua, oli e burri vegetali, che costituiscono il grosso del prodotto.
- Emulsionanti: tengono insieme la parte acquosa e quella grassa in una crema.
- Attivi: gli ingredienti funzionali dichiarati, spesso presenti in percentuali basse ma efficaci.
- Addensanti e regolatori di pH: danno consistenza e stabilità, come le gomme vegetali o l'acido citrico.
- Conservanti: indispensabili in qualunque formula che contenga acqua. Senza, il prodotto sarebbe rapidamente contaminato: la loro presenza è una garanzia di sicurezza, non un compromesso.
- Profumazione: Parfum se è una miscela aromatica, oppure i nomi dei singoli oli essenziali.
Gli allergeni da dichiarare
Alcune sostanze — spesso naturalmente presenti negli oli essenziali — vanno indicate per legge quando superano una certa soglia: Limonene, Linalool, Citronellol, Geraniol e Citral fra le più frequenti, di norma in coda alla lista. Non sono "veleni" né indicatori di bassa qualità: segnalano soltanto componenti a cui una minoranza di persone può risultare sensibile. Se hai pelle reattiva o dermatite nota, tienile d'occhio e valuta formule senza profumazione; per una reazione cutanea che non si risolve, il riferimento resta il dermatologo, non l'etichetta. Un punto che sorprende: l'INCI di un profumo naturale dichiara di norma più allergeni di uno sintetico, perché queste molecole sono componenti naturali degli oli essenziali — la guida ai profumi naturali e oli essenziali spiega perché una lista lunga misura il contenuto botanico e non la «chimicità».
Le sigle che ricorrono
Alcune abbreviazioni tornano di continuo. CI seguito da cinque cifre (CI 77491) è un colorante secondo il Colour Index. Il simbolo del vasetto aperto con un numero e la lettera M indica il PAO, cioè entro quanti mesi consumare il prodotto dopo l'apertura. La clessidra o la dicitura di scadenza compaiono sui prodotti che durano meno di trenta mesi. Un asterisco accanto a un nome latino, infine, di solito segnala che quell'ingrediente proviene da agricoltura biologica: la legenda è sempre stampata poco sotto.
Dal nome in etichetta all'ingrediente: CI, CAS e CosIng
Spesso serve il percorso inverso rispetto a quello descritto fin qui: non si legge l'etichetta per giudicare un prodotto, si ha in mano un nome e si vuole sapere che cosa sia. L'INCI serve esattamente a questo, perché è un identificatore univoco: lo stesso ingrediente porta lo stesso nome in tutta l'Unione Europea, qualunque sia la marca. I codici in gioco però sono tre, e confonderli è il motivo per cui la ricerca si blocca.
- Il nome INCI è la chiave che apre tutto il resto (Glycerin, Tocopherol, Butyrospermum Parkii Butter). È l'unico identificatore che il Regolamento europeo 1223/2009 obbliga a stampare sulla confezione, e quindi l'unico punto di partenza possibile.
- CI seguito da cinque cifre è il numero del Colour Index e riguarda soltanto i coloranti. CI 77891 è il biossido di titanio; CI 77491, CI 77492 e CI 77499 sono i tre ossidi di ferro — rosso, giallo e nero — con cui si costruisce ogni tonalità di fondotinta; CI 75470 è il carminio, il solo di questo gruppo di origine animale e quindi il codice da cercare se eviti ingredienti animali. Il numero identifica il pigmento, non la nuance finale e nemmeno la qualità della formula.
- Il numero CAS — per il biossido di titanio è 13463-67-7 — viene dal Chemical Abstracts Service e identifica la sostanza chimica in quanto tale. In etichetta non c'è, e non deve esserci: non è fra i dati che il regolamento richiede. Chi lo cerca sulla confezione non lo troverà mai, e non è una mancanza del produttore.
Il percorso funziona quindi in una sola direzione: dal nome INCI ai codici, mai il contrario. Per il dato normativo il riferimento è CosIng, la banca dati della Commissione europea sugli ingredienti cosmetici, che per ogni voce riporta numero CAS, numero CE e funzione dichiarata. Se invece la domanda è «a cosa serve e in quali prodotti si trova», la risposta più rapida sta nel glossario INCI di questo sito: ogni voce indica la funzione in formula e quanti prodotti del catalogo contengono quell'ingrediente. Sono due strumenti per due domande diverse, ed entrambi si interrogano con lo stesso dato — il nome stampato sulla scatola.
Cosa cercare in un cosmetico naturale
- Oli e burri vegetali in buona posizione (jojoba, karité, mandorle, argan): nutrimento reale, non solo decorativo.
- Estratti botanici coerenti con la funzione dichiarata del prodotto, non un elenco lungo e generico.
- Una certificazione indipendente in etichetta, che è l'unica verifica esterna sull'origine degli ingredienti: la guida alle certificazioni ICEA ed Ecocert spiega che cosa garantisce ciascuna.
- Una lista proporzionata alla funzione: un detergente non ha bisogno di venti attivi.
Domande frequenti
Un'INCI corta è sempre meglio di una lunga?
No. La lunghezza dipende dal tipo di prodotto: una crema completa ha per forza più ingredienti di un olio puro. Conta la coerenza fra quello che il prodotto promette e quello che la lista contiene, non il numero di righe.
Dove trovo la spiegazione di un singolo ingrediente?
Nel nostro glossario degli ingredienti, che raccoglie i nomi INCI più ricorrenti con la loro origine e la funzione che svolgono in formula. Sulle schede prodotto l'INCI completo è riportato per esteso.
Dove trovo il numero CAS di un ingrediente?
Non sulla confezione: il numero CAS non è fra le informazioni obbligatorie, quindi in etichetta non comparirà mai. Si parte sempre dal nome INCI e si cerca quello in CosIng, la banca dati della Commissione europea, che per ciascuna voce riporta CAS, numero CE e funzione cosmetica. Se la domanda è invece a cosa serve l'ingrediente e in quali prodotti si trova, il glossario INCI risponde prima.
Due fondotinta con gli stessi CI possono avere colori diversi?
Sì, ed è la norma. I numeri del Colour Index dicono quali pigmenti ci sono, non in che proporzione: lo stesso terzetto di ossidi di ferro insieme al CI 77891 produce decine di tonalità a seconda dei rapporti, che non vanno dichiarati. Per questo l'INCI di due nuance diverse della stessa linea è spesso identico, e scegliere il colore leggendo l'etichetta non è possibile — serve la nuance dichiarata dal produttore, come quelle riportate nelle schede del make-up.
I siliconi e i parabeni si riconoscono dall'INCI?
Sì. I siliconi terminano quasi sempre in -cone, -conol o -siloxane; i parabeni contengono la parola paraben. Riconoscerli è facile: decidere se evitarli è una scelta personale, dato che entrambi sono ammessi entro limiti definiti dal regolamento europeo.
"Dermatologicamente testato" cosa garantisce?
Che il prodotto è stato sottoposto a un test di tollerabilità cutanea. Non dice nulla sulla composizione né sull'efficacia: è un'informazione sulla sicurezza d'uso, non un marchio di qualità naturale.
Sulle nostre schede prodotto trovi l'INCI completo insieme alla spiegazione degli ingredienti chiave, così puoi valutare in pochi secondi. Inizia dalle categorie Viso e Corpo.